Cruscotto energetico per un'azienda con impianto fotovoltaico. I dati arrivano da contatori di reparto, inverter e bollette: qui la parte difficile non e' il grafico, e' misurare.
Dati dimostrativi. Non appartengono a un cliente reale. Su un impianto vero questi numeri richiedono contatori sui quadri di reparto e lettura dell'inverter: senza misura al punto giusto si ottiene solo il totale della bolletta, che non dice dove intervenire.
Periodo
Prelievo da rete e produzione fotovoltaica
Il fotovoltaico produce quando serve meno. Il picco di consumo e' alle 6 del mattino, quando i pannelli sono ancora fermi.
Consumo per reparto
Verniciatura e forni fanno due terzi del consumo: e' li' che ogni punto percentuale vale qualcosa.
Consumo mensile e volume prodotto
Le due curve dovrebbero muoversi insieme. Da marzo si separano: si consuma di piu' producendo lo stesso.
kWh per pezzo — dove si e' rotto il rapporto
Il consumo per pezzo peggiora del 14% mentre la produzione e' ferma. Spezzato per reparto si vede che l'aumento e' concentrato: forni e compressori consumano molto piu' di prima a parita' di lavoro.
Variazione del consumo per reparto a parita' di pezzi prodotti, rispetto a gennaio.
Energia sul margine — per linea di prodotto
L'energia non pesa allo stesso modo su tutto. Sulle lavorazioni che passano dai forni si mangia quasi un quinto del margine: quei prezzi di vendita sono stati calcolati con l'energia di due anni fa.
Linea A (forno)-18% del margine
Linea B (verniciata)-11%
Linea C-4%
Ricambi-1,5%
Autoconsumo — quanto del prodotto resta in azienda
Il 59% dell'energia prodotta viene immessa in rete e rivenduta a un prezzo molto inferiore a quello di acquisto. Spostare lavorazioni energivore nelle ore centrali vale piu' di aggiungere pannelli.
Fascia
Prodotto
Autoconsumato
Immesso
Nota
06–10
820 kWh
640 kWh
180 kWh
Buon uso
10–14
2.480 kWh
760 kWh
1.720 kWh
Spreco
14–18
1.640 kWh
610 kWh
1.030 kWh
Migliorabile
18–22
190 kWh
190 kWh
0 kWh
Tutto usato
Superamenti di potenza — quando e perche'
Undici superamenti in un mese, tutti tra le 6 e le 7 del mattino: e' l'avvio simultaneo di forni e compressori. Sfalsare le accensioni di venti minuti elimina le penali senza toccare la produzione.
> Dove guardare
Tre conclusioni che nessuna bolletta puo' darti, perche' la bolletta ha un solo numero.
1
Qualcosa si e' guastato senza fermarsi
Consumo +31% sui forni e +24% sui compressori a parita' di pezzi prodotti. Una macchina che consuma molto piu' del normale ma continua a funzionare non genera nessun allarme: e' il tipo di guasto che si paga in bolletta per mesi prima di accorgersene. Qui il cruscotto vale piu' della manutenzione programmata.
2
Le penali sono tutte in venti minuti della giornata
Nove degli undici superamenti stanno tra le 6 e le 7, all'avvio simultaneo di forni e compressori. Non serve aumentare la potenza impegnata: serve sfalsare le accensioni. E' un intervento di programmazione, non di impianto.
3
Si rivende a poco l'energia che poi si ricompra a molto
Tra le 10 e le 14 il fotovoltaico produce 2.480 kWh e l'azienda ne usa 760: il resto va in rete a una frazione del prezzo di acquisto. Spostare una lavorazione energivora in quella fascia rende piu' di qualsiasi ampliamento dell'impianto.
> Cosa serve per farlo sui tuoi dati
Qui, a differenza degli altri cruscotti, spesso il dato non esiste ancora: la bolletta da' un totale, non il consumo per reparto. Servono contatori sui quadri di reparto e lettura dei dati dell'inverter, poi il collegamento con i volumi di produzione per ottenere il kWh per pezzo — che e' l'unico numero che dice qualcosa.
Vengo dal firmware e dai sistemi industriali: la misura e l'acquisizione sono parte del lavoro, non un prerequisito che devi procurarti altrove.
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